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Autari
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top
(latino)
«
Erat hoc mirabile in regno Langobardorum: nulla erat violentia, nullae struebantur insidiae; nemo aliquem iniuste angariabat, nemo spoliabat; non erant furta, non latrocinia; unusquisque quo libebat securus sine timore
»
(italiano)
«C'era questo di meraviglioso nel regno dei Longobardi: non c'erano violenze, non si tramavano insidie; nessuno opprimeva gli altri ingiustamente, nessuno depredava; non c'erano furti, non c'erano rapine; ognuno andava dove voleva, sicuro e senza alcun timore»
(Paolo Diacono, Historia Langobardorum, III, 16)
Contents
• Regno
• Note
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Biografia
Giovinezza e ascesa al trono
Figlio di mwdqClefi, il sovrano ucciso nel mwdg574 e al quale i mwdwduchi longobardi per un decennio non diedero un successore (mweaperiodo dei duchi), Autari fu eletto re dagli stessi duchi nel mweq584, quando si resero conto che l'assenza di un potere centrale minacciava l'esistenza stessa del popolo longobardo nell'mwegItalia recentemente conquistata. Autari ascese al trono in un contesto di forte frammentazione del dominio longobardo, sottoposto alla duplice pressione dei mwewFranchi e dei mwfaBizantini, eppure ottenne un deciso sostegno dai duchi, che gli assegnarono un tesoro pari alla metà dei propri beni.
Regno
Autari promosse l'evoluzione del proprio popolo da insieme scoordinato di unità militari a stirpe unitaria, in grado di generare un vero e proprio Stato; in questo sforzo, si attribuì il titolo di mwfwFlavio, riferendosi a una tradizione che risaliva a mwgaOdoacre e a mwgqTeodorico il Grande. Si trattò di una precisa scelta politica, volta ad affermare la legittimità del potere longobardo non solo sulla propria stirpe, ma sulla totalità della popolazione italica, in larga maggioranza di stirpe latina, richiamandosi esplicitamente (in chiave anti-bizantina) all'eredità dell'mwggImpero Romano d'Occidente.
In tal senso, Autari, benché seguace dell'mwhainterpretazione del Cristianesimo data da mwhqArio, e condannata come mwhgeretica, cercò cautamente di avvicinarsi alla fede cattolica, professata dalla popolazione romano-italica. mwhwGregorio Magno (mwiaRegistrum Epistolarum, VII, 23) riferisce dell'invio di una mwiqreliquia in dono a mwigpapa Pelagio II. Le ostilità con i Franchi e con l'Impero bizantino - le due maggiori potenze cattoliche del tempo - finirono però con l'indurlo a misure in chiave anticattolica, con la proibizione dei mwiwbattesimi secondo il mwjarito romano.
Per stabilizzare il dominio longobardo, sostituì all'mwjgmwjwhospitalitas vigente durante il periodo dei duchi (la cessione, arbitrariamente manipolabile, ai Longobardi di un terzo dei prodotti del suolo) un sistema più definito, con una divisione dei Latini in scaglioni di ricchezza, dai quali dipendevano le imposte da versare ai dominatori che assicuravano la sicurezza militare. Il sistema colpì duramente l'mwkaaristocrazia mwkqlatifondista latina, ma rappresentò un fattore di stabilità per la massa della popolazione e per l'equilibrio complessivo del regno.
Su ordine del re Autari, il mwkwduca di Trento mwlaEwin guidò una riuscita spedizione in Istriacite-ref-1-1-0[1] allo scopo di conquistarla o di punire il mwmqduca del Friuli mwmgGrasulfocite-ref-1-1-1[1]. Questi infatti stava per passare dalla parte dei Bizantini, come aveva già fatto mwnwDroctulfo, secondo una letteracite-ref-2[2] scritta attorno al 581 di Gogone, mwpamaggiordomo di mwpqChildeberto IIcite-ref-1-1-2[1]cite-ref-3[3].
mwrwPaolo Diacono, nella sua mwsamwsqHistoria Langobardorum (libro III, capitolo 32), narra di un episodio dalla significativa, doppia simbologia: arrivato nei pressi dell'attuale mwsgReggio Calabria Autari toccò con una lancia una mwswcolonna immersa nell'acqua a pochi metri dalla riva, segnando i confini del regno dei Longobardi e confermando la diffidenza per il mare che ha percorso la loro storia. L'episodio, del tutto mwtaleggendario, esprime l'aspirazione dei Longobardi a estendere i propri domini su tutta la penisola.
Matrimonio con Teodolinda
Nel mwva589 Autari sposò mwvqTeodolinda, figlia del duca mwvgbaiuvaro mwvwGaribaldo, rinforzando così un'alleanza già esistente: Teodolinda discendeva dai Longobardi per via materna, essendo figlia di Valderada, a sua volta figlia di mwwaVacone. In questo modo, sul trono longobardo ritornava il "carisma" della stirpe regia dei mwwqLetingi, rafforzando sensibilmente la legittimità del regno di Autari.
Il matrimonio si celebrò a mwwwVerona il 15 maggio mwxa589, presso il campo di Sardi, rinsaldando l'alleanza con i Baiuvari e fissando il confine fra gli alleati a mwxqSalorno, località che oggi segna il confine tra il mwxgTrentino mwxwitalofono e l'mwyaAlto Adige a maggioranza mwyqgermanofona (ma al tempo la germanizzazione dell'Alto Adige era ancora da compiersi, il territorio era abitato per lo più da genti di etnia reto-romanza, gli antenati degli attuali ladini). Il fratello di Teodolinda, mwygGundoaldo, fu nominato mwywDuca di Asti. Una sorella di Teodolinda, di cui non conosciamo il nome, sposò invece (o aveva già sposato in precedenza) il mwzaduca di Trento mwzqEwincite-ref-4[4]cite-ref-5[5]. Il marito di una sorella di Autari di nome Ansul morì in circostanze misteriose durante le celebrazioni del matrimoniocite-ref-0-6-0[6]cite-ref-7[7].
Nell'ottobre di quell'anno Autari assistette nella mwdwbasilica di San Zeno, sempre a Verona, a uno dei miracoli del mweasanto. L'episodio, descritto da mweqPaolo Diacono, è da ricollegarsi agli atteggiamenti filocattolici perseguiti dal Re.
Alcuni autori sostengono che dal matrimonio di Autari e Teodolinda nacque mwewGundeperga, ma l'opinione prevalente è che quest'ultima fosse figlia del successivo marito di Teodolinda, mwfaAgilulfo.
Guerre con i Franchi e morte
Tenendo fede al motivo per cui era stato eletto re dopo il periodo dei duchi, contrastò sia i mwgaFranchi sia i mwgqBizantini e ne spezzò la coalizione. Nel 585 respinse un attacco dei Franchi d'mwggAustrasia, inducendo i Bizantini a concludere, per la prima volta, una tregua. Allo scadere dell'armistizio, Autari conquistò l'ultimo bastione bizantino sulle mwgwAlpi, l'mwhaIsola Comacina nel mwhqlago di Como. Sotto il regno, infatti, i longobardi cominciarono a comprendere l'importanza di operare militarmente lungo i fiumi e i laghi e, grazie alla collaborazione degli italici riuscirono a predisporre flottecite-ref-8[8].
Anche i Franchi si rassegnarono a cercare un accordo, tanto che si arrivò a un fidanzamento tra lo stesso Autari e mwiwClodosvinta, sorella del re dei Franchi mwjaChildeberto II. Ma la regina madre dei Franchi, mwjqBrunechilde, si oppose al matrimonio, con la scusa che una mwjgcattolica non poteva sposare un mwjwariano. Il suo rifiuto può essere interpretato in vario modo: forse si era determinato un nuovo equilibrio alla corte franca, meno propenso alla pace con i Longobardi, oppure Brunechilde riteneva più vantaggioso far sposare la figlia con Recaredo Re dei Visigoti; né si possono escludere pressioni da parte di mwkapapa Pelagio II.
Nel mwkg588 Autari respinse un nuovo attacco franco e rivolse la sua politica verso un accordo con i mwkwBavari, a loro volta nemici dei Franchi, fidanzandosi in quello stesso anno con la principessa mwlaTeodolinda. Nel 590 si rinnovò l'alleanza fra mwlqFranchi e mwlgBizantini che, complice un accordo tra i Franchi e numerosi duchi longobardi (quelli di mwlwBergamo, mwmaTreviso, mwmqParma, mwmgReggio Emilia e mwmwPiacenza), condusse i Longobardi alla perdita di tutta l'mwnaEmilia. Autari fu costretto mwnqa trincerarsi a mwngPavia, mentre Childeberto spezzò in due parti il mwnwregno longobardo, occupando mwoaVerona e infilandosi nella mwoqValle dell'Adige fin oltre mwogTrento.
Autari riuscì tuttavia a risollevarsi da questa difficile situazione, aiutato anche dalle difficoltà causate ai Franchi dal caldo, dalle epidemie e dalla mancanza di disciplina. A mwpaSalorno mwpqun'esondazione dell'Adige quasi travolse l'esercito franco e Autari sconfisse ad mwpgAsti una colonna dell'esercito dei Franchi. Childeberto, provato e deluso, si accordò con Autari e ripassò le Alpi. Autari morì improvvisamente a mwpwPaviacite-ref-9[9] il 5 settembre di quello stesso 590, avvelenato, secondo quanto scrive Paolo Diacono. Il re potrebbe però essere morto in seguito all'epidemia che infieriva nella Valle Padana. Poco tempo dopo la sua morte la regina Teodolinda si unì in seconde nozze con il duca di Torino, Agilulfo. Nel maggio del 591 l'assemblea del popolo longobardo scelse quest'ultimo come suo successore.
Se Paolo Diacono, nei casi di Clefi e del figlio Autari, scrive delle circostanze della morte, nulla dice del luogo della loro sepoltura. Secondo il trecentesco Catalogo Rodobaldinocite-ref-10[10], i due re assieme alle due regine galliche, vennero sepolti nella mwsqchiesa pavese dei martiri Gervasio e Protasiocite-ref-11[11]cite-ref-12[12]cite-ref-13[13].
Note
cite-note-1-11. ↑ mwyaPaolo Diacono, mwyqmwygHistoria Langobardorum, III, 27 (mwywmwzaZanella,mwzq p. 319 e nota 51).
cite-note-33. ↑ mw1gStefano Gasparri, mw1wI duchi longobardi, pp.mw2a 55 e 65-66.
cite-note-44. ↑ mw3aPaolo Diacono, mw3qmw3gHistoria Langobardorum, III, 10 (mw3wmw4aZanella,mw4q p. 295).
cite-note-0-66. ↑ mw6wmw7amw7qClefi sull'enciclopedia Treccani, su mw7gtreccani.it.
cite-note-77. ↑ mw8gPaolo Diacono, mw8wmw9aHistoria Langobardorum, III, 30 (mw9qmw9gZanella,mw9w p. 327).
cite-note-99. ↑ mwaquPiero Majocchi, mwaqymwaqcLe sepolture regie del regno italico (secoli VI-X), repertorio digitale a cura di Piero Majocchi, 2007, url mwaqg<http://sepolture.storia.unipd.it/mwaqk>. mwaqoURL consultato il 21 settembre 2021.
cite-note-1010. ↑ "[..] Item iacet ibi (in ecclesia sanctorum martyrum Gervasii et Protasii) corpus regis Cleph lombardorum et cum filio suo Antario rege Lombardorum et regina Golicha [..]"
cite-note-1111. ↑ mwarePaolo de Vingo, mwariLe forme di rappresentazione del potere e le ritualità funerarie aristocratiche nel regno longobardo in Italia settentrionale, in mwarmActa Archeologica Academiae Scientiarum Hungaricae, 2012, n.mwarq 63.
cite-note-1212. ↑ mwargmwarkRodobaldus: De corporibus sanctis Papaie annus 1236.
cite-note-1313. ↑ mwar0mwar4mwar8SEPOLTURE E LUOGHI DI CULTO IN ET¿LONGOBARDA: IL MODELLO REGIO (mwasamwasePDF), su mwasibibar.unisi.it. mwasmURL consultato il 29 aprile 2021 mwasq(archiviato dall'mwasuurl originale il 29 aprile 2021).
Bibliografia
• citerefzanella(LA, IT) Paolo Diacono, Storia dei Longobardi, introduzione di Bruno Luiselli, traduzione e note di Antonio Zanella, Milano, Rizzoli, 1991, ISBN 88-17-16824-6.
• Felice Bonalumi, mwasoTeodolinda. Una regina per l'Europa (Torino, San Paolo 2006)
• mwaswJörg Jarnut, Storia dei Longobardi, traduzione di Paola Guglielmotti, Torino, Einaudi, 1995 [1982], ISBN 88-06-13658-5.
• Alberto Magnani-Yolanda Godoy, "Teodolinda la Longobarda", Milano, Jaca Book, 1998, pp.mwas4 31–37.
• Sergio Rovagnati, mwataI Longobardi (Milano, Xenia 2003)
• citerefdbiOttorino Bertolini, AUTARI, re dei Longobardi, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 4, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1962.
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Collegamenti esterni
• citereftreccani-itAutari, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaAugusto Lizier, AUTARI, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1930.
• citerefdizionario-di-storiaAutari, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.